IL VIAGGIO DELLA MEMORIA CONTINUA
Diario del Viaggio della Memoria - 19 gennaio 2026
In una gelata mattina dal cielo incredibilmente terso, il Viaggio della Memoria fa tappa nel luogo più simbolico e famoso della lugubre storia di sterminio: il campo di Auschwitz. Si fa fatica a tenere gli occhi aperti per il freddo e per il sole abbacinante, che risplende superbo sulla memoria della sciagura umana emblema di tutte le sciagure più orribili che gli uomini abbiano mai potuto pensare. Si entra per mappare anche questo luogo, per porsi domande, e che domande! Le impressioni immediate sono diverse: i ragazzi stentano a immedesimarsi in una realtà così lontana, incredibile, estranea dalla loro vita. e per fortuna. Fanno fatica a seguire i racconti, sentono un fastidio interiore, rifiutano. Oppure si lasciano andare e finiscono per sentire l'oppressione, il senso di soffocamento, il peso della Memoria.
Non mi reputo una persona particolarmente impressionabile, anzi solitamente, per quanto possa vivere esperienze emotivamente forti, non provo alcun riscontro fisico.
In questo caso non è stato così.
Mi hanno colpito molto le sale dove erano esposti gli occhiali, i vestiti, le scarpe, le valigie dei deportati. In particolare ho avvertito un forte peso sul petto al vedere abiti di bambini molto piccoli.
Arrivati al campo una riflessione mi ha colpito in pieno: noi camminavamo coperti da strati su strati di vestiti avvolti in sciarpe e cappelli di lana, e comunque spesso avvertiamo il freddo. Quella povera gente invece doveva percorrere tutta quella strada indossando solamente uno strato sottile di stoffa, terrorizzati, infreddoliti e affamati.
Ci sono state raccontate le disumanità che sono avvenute in questi siti, storie che probabilmente avevamo già sentito ma che non avevano avuto lo stesso effetto di sentirsele raccontare e al tempo stesso guardare, essere, dove hanno avuto luogo. Marika P.
IL VIAGGIO DELLA MEMORIA 2026 parte seconda
